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“Quello che i bambini non dicono...ma che raccontano nei loro disegni”

Attraverso il disegno, i bambini raccontano qualcosa di sé agli altri, comunicando ansie, paure, desideri, emozioni e fantasie e rendendo partecipe l’Altro del proprio mondo interno. Dando forma all’immaginazione il bambino rivela interessi, gusti personali e preoccupazioni in un racconto di sé che attribuisce al disegno un intenso valore descrittivo – narrativo e che fornisce all’adulto la possibilità di comprendere meglio la natura delle relazioni che il bambino stabilisce con l’ambiente esterno (genitori, scuola, coetanei, realtà sociale) e con se stesso. I bambini disegnano, infatti, ciò che sanno del mondo, ciò che sentono, ciò che provano e non ciò che vedono; il sapere che sta alla base dei disegni infantili non è un sapere intellettuale ma bensì emotivo, psichico ed estremamente soggettivo.

Il disegno rappresenta dunque un mezzo di comunicazione interpersonale, un linguaggio nascosto, silenzioso e non verbale mediante il quale il bambino racconta il proprio vissuto personale proiettando in modo naturale e spontaneo la propria personalità e l’universo relazionale che ne deriva.

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“Le fiabe che parlano di me…”

L’uomo non può vivere in un mondo di verità statistiche. Deve vivere nella sua realtà mitologica, che è l’espressione di ciò che egli è realmente e di ciò che sente di essere” (Carl Gustav Jung).

La fiaba rappresenta una porta d’accesso privilegiata al mondo interiore del bambino. I messaggi contenuti nella fiaba sollecitano l’inconscio creando profonde risonanze emotive e permettendo al bambino di mettere a fuoco le sue emozioni; il bambino, infatti, proietta in essa fantasie, desideri, ansie e paure trovando sostegno emotivo e spunti per risolvere i propri conflitti interiori. Il linguaggio e la struttura della fiaba facilitano al tempo stesso l’identificazione del bambino con il “personaggio buono” favorendo quindi l’acquisizione di un buon livello di autostima e fiducia nelle proprie capacità ma anche la canalizzazione e l’innocua espressione delle pulsioni negative grazie al ruolo svolto dai “personaggi cattivi”. Le vicende fiabesche hanno dunque un profondo valore formativo e sono d’aiuto al bambino nell’acquisizione della propria identità personale, nella conquista dell’autonomia affettiva e nello sviluppo del pensiero creativo.

“Il significato della fiaba è diverso per ciascuna persona, e diverso per la stessa persona in momenti differenti della sua vita. Il bambino trae un significato diverso della stessa fiaba a seconda dei suoi interessi e bisogni del momento” (Bruno Bettelheim).

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“Quando i bambini si arrabbiano…”

Come comportarsi quando un bambino mette in atto comportamenti aggressivi all’interno dell’ambiente familiare o in contesti sociali? Cosa fare quando i bambini manifestano la propria rabbia attraverso comportamenti eccessivi e atteggiamenti oppositivo – provocatori? L’aggressività è una pulsione sana e funzionale ai bisogni di crescita affettiva del bambino e ne promuove il movimento verso l’autonomia; è quindi una forza vitale e positiva che spinge il bambino ad entrare in relazione con l’altro, ma che potrebbe anche portarlo a manifestare eccessi di rabbia se non adeguatamente gestita. Prima di riuscire ad incanalare le tendenze aggressive, il bambino deve infatti imparare, grazie all’aiuto dei genitori, a riconoscerle dentro di sé, dando così un “nome” alle proprie emozioni negative e facilitandone l’espressione all’esterno. Il corso si propone di fornire elementi ed indicazioni utili ai genitori per comprendere le dinamiche del comportamento aggressivo al fine di meglio gestire queste delicate fasi dello sviluppo infantile.